Tirannide…come lo stesso vittorio alfieri sostiene…meditiamo. ciao a tutti

TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d’impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)

15 thoughts on “Tirannide…come lo stesso vittorio alfieri sostiene…meditiamo. ciao a tutti

  1. Non so perché, ma a questa citazione mi viene in mente ai pochi che si rifiutarono di fare il giuramento fascista dei professori universitari (1931). Furono una dozzina quelli che ufficialmente dissero no e pertanto persero il posto, più qualcun altro che se ne restò all’estero e decise di non tornare spiegando le ragioni antifasciste. Tra questi ultimi il grande Gaetano Salvemini per tempo dimessosi nel 1925 e esiliatosi volontariamente. Aveva perso moglie, quattro figli e una sorella nel terremoto di Messina del 1908, era antifascista impegnato sempre e ovunque.
    Mussolini aveva paura degli intellettuali, o se non proprio paura quantomeno soggezione, per questo cercò e riuscì a mettere la museruola a tutti. Giurarono anche quelli che, a detta loro intendevano restare in cattedra per poter meglio svolgere opera antifascista (in questo senso consigliati anche da Croce e Togliatti), e anche i cattolici, ma “con riserva interiore!”, come indicato dal papa.

    Lettera di Gaetano Salvemini:

    Signor Rettore dell’Università di Firenze, la dittatura ha soppresso, ormai completamente, nel nostro paese, quelle condizioni di libertà, mancando le quali l’insegnamento universitario della Storia – quale io lo intendo – perde ogni dignità, perché deve cessare di essere strumento di libera educazione civile e ridursi a servile adulazione del partito dominante, oppure a mere esercitazioni erudite, estranee alla coscienza morale del maestro e degli alunni.

    Sono costretto perciò a dividermi dai miei giovani e dai miei colleghi, con dolore profondo, ma con la coscienza sicura di compiere un dovere di lealtà verso di essi, prima che di coerenza e di rispetto verso me stesso.

    Ritornerò a servire il mio Paese nella scuola quando avremo riacquistato un governo civile.

    Oggi la costituzione politica italiana di trent’anni or sono è completamente abolita. Oggi l’Italia è divisa fra una minoranza di padroni armati, a cui tutto è lecito, anche l’assassinio, ed una moltitudine di sudditi disarmati, non più protetti da nessuna legge morale, esclusi da ogni diritto politico.

    Ecco perché l’insegnante di storia, che non possa in coscienza consentire alle direttive politiche, religiose, sociali, del partito dominante, o che non sia così abbietto da consentirvi per ingordigia di ricompense e per congenita viltà, sarà obbligato a evitare ogni discussione, che possa comprometterlo nella opinione di padroni, e dovrà confinarsi nella erudizione bruta.
    __________________________________________________________________
    Rientrò dall’esilio dopo la guerra e riprese a insegnare a Firenze, università, a sessantasei anni.

  2. Qualunque governo promulga delle leggi assolute è tiranno. Le leggi dello stato devono interpretare una legge morale superiore, universale, immutabile.

    • Paradossalmente, di leggi morali superiori, universali e immutabili, ognuno ha la sua. Le leggi dello stato non solo non devono, ma *non possono* interpretarne una, senza diventare tiranni. Le leggi dello stato democratico e laico (la laicità è presupposto irrinunciabile della democrazia) devono interpretare la volontà dei cittadini e rispettare i diritti inalienabili di ognuno. Poi ogni cittadino darà il suo contributo sulla base delle sue proprie convinzioni, che possono essere basate su leggi che lui considera assolute o su convinzioni legate a situazioni contingenti.

      • Ma Hitler non aveva vinto le elezioni? E la maggioranza dei tedeschi non era forse con lui (almeno finché la Germania stava vincendo).

        • Hitler governava sulla base di una legge morale che considerava superiore (e con lui moltissimi tedeschi), basata, tra l’altro, sull’idea della superiorità della razza ariana. La costruzione di una società democratica, al contrario, passa attraverso una difficile serie di processi ed è un processo in continua evoluzione. E non mi si venga a dire che la religione (una qualsiasi religione) può servire come base per una società libera e giusta, perché la storia dimostra il contrario. Le società in cui i diritti sono più brutalmente negati sono spesso legate a stati con forte connotazione religiosa, e moltissime dittature o regimi assoluti si rifanno a principi religiosi (anche “got mit uns” era uno dei motti della Germania di Hitler).

          • Il dio di Hitler non era certo quello giudaico cristiano. Non a caso ha sterminato, coi giudei, anche migliaia di preti, suore, cristiani praticanti.
            Le più grandi stragi le hanno compiute i pagani (romani, ecc.), gli atei (comunisti, ecc), chi si appella ad una ragione senza una morale superiore (giacobini, ecc).
            Non dico che gli atei sono cattivi e i credenti buoni. No, ci sono anche atei buoni e credenti cattivi. Dico però che l’ateismo non pone freni morali all’uomo, mentre la religione sì. Specie il cristianesimo. Pensa che avrebbero potuto fare i cristiani se Gesù non avesse detto di amare i nemici e di porgere l’altra guancia.
            Premesso ciò, caro Marco, mi permetto di farti notare che nelle tue risposte fai affermazioni che tu ritieni universali e immutabili. Eppure avevi detto che di tale genere di convinzioni ognuno ha le sue.
            Anche Hitler le aveva. Era sicurissimo che i tedeschi fossero superiori. Prova a dimostrargli il contrario senza ammettere che c’è una morale superiore, universale e immutabile.

  3. Questo è un commento in risposta all’ultimo di Lucignolo, che mi chiama direttamente in causa (come del resto io avevo chiamato in causa lui) :-)
    Il fatto che “le più grandi stragi le hanno compiute i pagani (romani, ecc.), gli atei (comunisti, ecc), chi si appella ad una ragione senza una morale superiore (giacobini, ecc)” mi sembra a dir poco discutibile. Vogliamo pensare alle crociate? Oppure alla sanguinosissima conquista dell’america da parte della cattolicissima Spagna (come genocidio non è certo da meno di quello di Hitler). Oppure vogliamo pensare alle più recenti ferocissime dittature sudamericane, tutte benedette dalla chiesa cattolica, che era il loro miglior alleato. E in fondo anche il dio di Hitler, a parte qualche sfumatura, non era certo molto diverso dal dio cristiano. La verità è che in nome di dio sono state commesse innumerevoli nefandezze, di certo non è questo il discrimine tra chi segue la giustizia e chi non lo fa.
    Per quanto riguarda invece le mie affermazioni, se credi che io le ritenga universali e immutabili, ti sbagli di grosso. Per quanto mi riguarda, di universale e immutabile non c’è proprio niente, e tanto meno le mie idee, che valgono quì e ora e potrebbero cambiare in qualsiasi momento. Ma solo a seguito di argomenti (che io ritengo) validi. Ciao!

    • Hitler era pagano. Gli spagnoli laici hanno ucciso molti indios, mentre i frati li hanno difesi e denunciati al re di Spagna. E la maggior parte degli indios uccisi è dovuta alle malattie. In America latina la popolazione è in gran parte meticcia.
      Detto ciò non difendo affatto i cattivi cattolici, anzi li condanno più degli atei.
      Hanno fatto cose orrende, ma contro la religione che dicevano di professare. Questo vale anche per gli ecclesiastici che non si sono comportati secondo il Vangelo.
      Dico, però, che la religione detta delle regole che frenano la violenza, anche se possono non essere ascoltate, mentre l’ateismo, sebbene esistano atei degnissimi, non pone alcun freno morale, perché non ha una morale universale.
      Se non ritieni universali neanche le tue “convinzioni”, per un osservatore esterno potrebbero avere lo stesso valore morale delle convinzioni di Hitler.
      Hitler rappresenta la quintessenza del male perché c’è una legge morale universale iscritta nei cuori delle persone. Se non ci sono dei “paletti” all’azione umana, tutto può essere ammesso e commesso, se si ritiene conveniente. Sarebbe solo una questione di circostanze.
      Ti saluto.

      • Cercherò di risponderti punto per punto, anche se il mio messaggio diventerà abbastanza lungo.
        Hitler non era pagano. Era religioso e cristiano, e il motto (got mit uns) lo dimostra ampiamente. Il punto è che ai cristiani questo da fastidio, e allora, anziché dire, in maniera onesta e umile, che anche la loro religione può portare ad aberrazioni e ingiustizie, preferiscono prendere solo quello che è buono e chiudere gli occhi di fronte al resto. Se si classifica come cristiano solo ciò che è buono, e ateo tutto il resto, non è difficile capire quale ideologia sia migliore dell’altra, ma purtroppo si perde qualsiasi rapporto con la realtà.
        Il fatto che gli indios sono stati uccisi dalle malattie, scusa, ma è addirittura puerile. Mi sembra che pur di difendere la religione si arriva a credere a qualsiasi sciocchezza. Anche qui il rapporto con la realtà mi sembra ampiamente alterato.
        Che i frati poi fossero i difensori degli indios, davvero mi sembra una bella favoletta, ma niente più. Le spedizioni spagnole erano fatte (come tutte le spedizioni di guerra e di conquista) di varie parti, tutte strettamente funzionali allo scopo che perseguivano, cioè sottomettere le popolazioni indigene per privarle delle loro risorse. La conquista, come sempre, ha due aspetti, uno materiale e uno culturale, complementari e inscindibili. La sottomissione materiale era assicurata dagli eserciti, quella culturale dai religiosi, ma nessuna delle due poteva fare a meno dell’altra. E questo non è poi così diverso (mutatis mutandis) da quello che avviene ancora oggi in tanti paesi del terzo mondo. Tutto, naturalmente, a maggior gloria di Dio e della monarchia, che era, secondo la visione dell’epoca, una Sua diretta emanazione. Poi che ci sia stato qualche fraticello inorridito dalle stragi, che ha cercato di denunciarle (con scarsissimo successo, la storia lo dimostra) non lo metto in dubbio.
        Il fatto che l’ateismo non ponga freni morali è un’altra idea assolutamente falsa e offensiva e dimostra (ti chiedo ancora scusa per la franchezza, sperando di non offenderti) un rapporto con la realtà alterato da idee preconcette e false. Gli atei e gli agnostici hanno un alto senso della giustizia, inevitabilmente maggiore, in generale, di quello dei cattolici. Quest’ultimo è infatti intrinsecamente limitato da un vizio di fondo, che è quello di dover sottostare a dogmi immutabili, spesso totalmente fuori dal tempo, che limitano la libertà di scelta e la naturale tendenza dell’uomo verso la giustizia. Solo per fare un paio di esempi: l’avversione dei cattolici nei confronti degli omosessuali o quello nei confronti degli ebrei (ancora oggi non del tutto scomparso), rei di aver ucciso Nostro Signore.
        Ancora qualche considerazione: a me pare che l’idea che l’uomo non abbia di per sé senso della giustizia, ma debba essere qualcuno o qualcosa di esterno (Dio) a suscitarglielo, sia sintomo di un disprezzo nei confronti dell’umanità che davvero sono lontanissimo dal condividere. Sono convinto che la naturale tendenza, scientificamente provabile, delle specie (e quindi anche dell’uomo) alla loro conservazione, sia ampiamente sufficiente a giustificarlo.

        E adesso una considerazione personale. Ci sono molti indizi (ok, nessuna prova) che dietro il tuo pseudonimo (lucignolo) si nasconda una persona di Perugia, che molto probabilmente conosce personalmente almeno qualcuno degli iscritti a questo blog. Visto che tu ti rivolgi a me chiamandomi per nome, non mi sembra molto carino che io invece conosca solo il tuo pseudonimo. Non sarebbe il caso di scoprirsi un po’, rivelando la tua identità? Ciao M

      • “Se non ritieni universali neanche le tue “convinzioni”, per un osservatore esterno potrebbero avere lo stesso valore morale delle convinzioni di Hitler”
        Scusa, ma mi sfugge il nesso. Perché questo osservatore esterno dovrebbe giudicare allo stesso modo le mie convinzioni e quelle di Hitler? Qualsiasi criterio, non necessariamente universale, ma anche assolutamente relativo (o relativista) è più che sufficiente a discriminare tra queste due cose o tra qualsiasi altra coppia di cose diverse. Ho forse bisogno di un criterio universale per sapere se oggi piove o è sereno? Direi proprio di no.

  4. Se per te piove, ma per me è sereno, come fai a convincermi? e come fai ad essere sicuro che piove, se io credo che è sereno?
    Se Hitler è sicuro di essere nel giusto, come fai a convincerlo che, invece, sei tu nel giusto? Non potrebbe avere delle percezioni diverse dalle tue e perciò una morale diversa dalla tua?
    Tu mi risponderai: se tutti dicono che piove e tu dici che è sereno, vuol dire che sei pazzo. Così se tutti dicono che le idee di Hitler sono folli, vuol dire che è un pazzo.
    Se questo è giusto vuol dire però che c’è un senso comune universale nel sentire le cose. La vogliamo chiamare una legge universale scritta nei cuori che solo chi è pazzo o chi è perverso non riconosce?
    Una legge che la ragione può comprendere. Ma la ragione non risponde forse a criteri universali, a leggi universali, senza le quali anche bi nostri discorsi diventa assurdi? Ad esempio il principio di non contraddizione. Senza questo principio la stessa scienza non potrebbe progredire.

    Per quanto riguarda il dio di Hitler, gli spagnoli, ecc. mi sono semplicemente rifatto a studi storici. Che il più grande sterminio degli indios sia dovuto all’influenza, verso cui gli indiani non avevano difese immunitarie, lo dicono ormai tutti gli storici.
    Ma non voglio insistere su questo: il fatto che il cristianesimo parli di offrire l’altra guancia, dimostra che se dei cristiani non l’hanno attuato è colpa loro e non della loro religione. Madre Teresa, ad esempio, questo principio l’ha messo in pratica, e nel suo piccolo ha cambiato il mondo in meglio. E’ questo che più mi interessa.

    Infine, riguardo alla mia identità, non la nascondo per nessun secondo fine: mi piace rivelarmi il giorno in cui ci incontreremo personalmente. Del resto penso che qualcuno di questo ristrettissimo gruppo di discussione probabilmente mi ha riconosciuto, visto che abbiamo conoscenze in comune. Sono quello che qualcuno si immagina. Ma se deve essere un problema, mi rivelerò prima che sia giunta la mia ora.

    • Le persone che nascondono la loro identità a persone che conoscono pensano di rischiare qualcosa (come un terrorista o un rapinatore che si copre con un passamontagna) o fanno qualche altro gioco che non capisco. In ogni caso è un gioco che non mi diverte. Considero il tuo atteggiamento profondamente scorretto e offensivo, perciò questa è l’ultima volta che rispondo a un tuo post. Quando poi deciderai di “rivelarti” (con un miracolo, come Gesù alle nozze di Canaan o, più prosaicamente, mettendo il tuo nome in fondo ai tuoi post), ne riparleremo, se ne avremo voglia.

      “Sono quello che qualcuno si immagina”. “Mi piace rivelarmi il giorno in cui ci incontreremo personalmente”. “Mi rivelerò prima che sia giunta la mia ora”. Questo linguaggio sembra mutuato direttamente dal vangelo (nei toni se non nella lettera). Non ti sembra di esagerare? Ma forse vuole essere ironico? Se è così è un’ironia che non capisco.

      “Per quanto riguarda il dio di Hitler, gli spagnoli, ecc. mi sono semplicemente rifatto a studi storici. Che il più grande sterminio degli indios sia dovuto all’influenza, verso cui gli indiani non avevano difese immunitarie, lo dicono ormai tutti gli storici”. E’ pure possibile che lo dicano, ma di sicuro non lo scrivono, o per lo meno non su internet. Una semplicissima ricerca infatti, e trovi parecchie volte “cristianizzazione forzata”, “riduzione in schiavitù” degli indigeni, “massacro” degli indios. Di influenza non se ne parla quasi (anzi per quanto ho visto non se ne parla affatto, ma riconosco di aver fatto una ricerca piuttosto superficiale). Non dubito che le tue fonti siano di gran lunga migliori delle mie, ma magari potresti citarle. In ogni caso ho visto che lo stesso Benedetto XVI è arrivato quasi a chiedere scusa per i massacri perpetrati dagli spagnoli. Non credo si riferisse all’influenza.

      “Se per te piove, ma per me è sereno, come fai a convincermi? e come fai ad essere sicuro che piove, se io credo che è sereno?”. Io per sapere se piove o è sereno, ho un metodo infallibile: guardo fuori della finestra! Per quanto riguarda poi il convincerti, ti assicuro che me ne frega pochissimo, sia di convincere te che chiunque altro. Ma non tutti la pensano così, per quanto ne so. L’evangelizzazione non è uno dei compiti dei buoni cristiani?

      “Tu mi risponderai: se tutti dicono che piove e tu dici che è sereno, vuol dire che sei pazzo. Così se tutti dicono che le idee di Hitler sono folli, vuol dire che è un pazzo”. Se tutti dicono che piove *e piove*, allora chi dice che è sereno è pazzo. Te lo ripeto, io guardo fuori della finestra.
      Ma davvero hai bisogno di una legge universale (in altre parole, della fede) per stabilire ciò che è vero e ciò che non lo è? Davvero per me questo è un inaccettabile disprezzo della natura umana.

      “Se questo è giusto vuol dire però che c’è un senso comune universale nel sentire le cose”. Se questo *fosse* giusto. Purtroppo non lo è. “La vogliamo chiamare una legge universale scritta nei cuori che solo chi è pazzo o chi è perverso non riconosce?”. Chiamala come vuoi, non mi riguarda. Avevo già cercato di spiegarti che per me non esiste niente del genere.

      Per la seconda volta (la prima è stata quella relativa alle convinzioni assolute) interpreti il mio pensiero andando completamente fuori strada, cioè attribuendomi interpretazioni tue, che non mi appartengono minimamente. Ti pregherei di non farlo in futuro.

  5. 1) Non penso di rischiare nulla
    2) Il gioco non ti diverte? Non ci avevo pensato. Volevo solo divertirmi un po’ io. Spero che non sia il confronto di idee, che per essere stimolante ha bisogno di un po’ di polemica, ad sdegnarti. Anche perché la non è mia intenzione offendere: no pensavo di provocare la tua suscettibilità.
    3) Ho certamente parafrasato il Vangelo. Non volevo essere ironico, ma divertente. Forse abbiamo solo 2 modi diversi di divertirsi. Ma in questo non vedo nulla di male.
    4) Il nostro comune amico Gabriele mi aveva detto che presto ci avrebbe invitato a cena a casa sua, e lì mi sarei presentato come lucignolo. Un gioco innocente. Ma visto che non ami aspettare sono Pietro, vecchio amico di Mariangela, Gabriele e Roberta.

    Riguardo agli spagnoli non mi dilungo, agli storici la parola. Mi sembra però semplicista l’equazione spagnoli = cattolici= assassini. Cià che mi preme è che nel Vangelo c’è scritto di amare anche i nemici e chi è veramente cristiano fa questo.
    Gli atei non hanno questo freno morale. Possono essere bravissimi, ma la loro bravura non è dovuta all’ateismo ma alla loro umanità La bravura di madre Teresa, invece, è dovuta al fatto che, come lei ha detto, vedeva Gesù in ogni povero.

    Hitler era battezzato, forse anche tu lo sei. E’ stato al catechismo, forse come te. In tal senso era cristiano. Forse come te. Ma su Mein Kampf è scritto che vuole distruggere la Chiesa. Per Hitler Gesù era un grande uomo ma non è mai risorto né tanto meno è Dio. Hitler dice anche di essere socialista, ci insiste molto sul concetto. Se è cristiano è, a maggior ragione, socialista.
    Per me chi non crede che Gesù è Dio non è cristiano.

    Sul fatto se piove o è sereno dico solo che sia che piove sia faccia sereno non c’è alcun male. Non implica un giudizio morale. Sul Nazismo tu dai un giudizio morale o no? Un giudizio definitivo o no? Se dai un giudizio morale parli per categorie assolute, che lo voglia o no. A meno che la morale non cambi con le circostanze. Ma allora non è una morale, è convenianza, moda o altro.

    Sperando ti sia sbollita la rabbia, ti saluto.
    Io continuerò a frequentare il blog, magari però non in questa discussione ormai abbastanza lunga

    • Direi proprio anch’io che questa discussione ormai è al capolinea, e che è inutile continuarla, ma una cosa te la devo proprio ripetere. “se dai un giudizio morale parli per categorie assolute, che lo voglia o no” vale ****PER_TE!!****. Ancora una volta: non attribuirmi pensieri o intenzioni tuoi. Se parlo per categorie assolute o relative, posso essere io a deciderlo? Perché vuoi essere tu a dirmelo?

  6. Non sono io a dirtelo. Io vedo solo se piove o è sereno. A parte scherzi, forse non diamo lo stesso significato alle parole. Per te un giudizio morale non è assoluto. Ne prendo atto. Per me invece non ha senso dare un giudizio morale se poi, però, questo può essere soggetto a cambiamento. Alla prossima discussione.

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