Quel che resta dei cattolici

Recensione autobiografica al libro di Marco Marzano

Il libro del sociologo ateo Marco Marzano mi interessa in prima persona. Quel che resta dei cattolici mi interroga e mi chiama a un dibattito su quel che resta di me come persona di fede. Vengo da una lunga appartenenza al movimento carismatico e da un altrettanto lungo periodo di decompressione e abbandono, tanto del movimento quanto della chiesa e di tutte le pratiche tradizionali. Ho infine solo di recente, ammesso a me stessa, ma con consistente ritardo sull’evidenza dei miei fatti personali, di aver abbandonato anche la fede. Non ho ancora valutato l’ipotesi per me di passare a un vero e proprio sbattezzo, ma, a questo punto della mia riflessione, non escludo di poterlo un giorno prendere in considerazione. Nella mia fase di decompressione ha inciso, tra l’altro, la lettura del precedente libro di Marzano sui Carismatici (2009) e ne fa parte come ricerca ancora in corso anche questo ultimo. Continua a leggere

Nel bosco la libertà

Cari Pezzi da Otto, le vacanze ci portano tempo di lettura e riflessione.
Riprendiamo a scrivere nel nostro blog di gruppo? Mi manca persino il pungiglione di Lucignolo.

Cosa raccontereste della vostra vita se vi fosse chiesto in un piccolo gruppo di fare un esempio di libertà? Continua a leggere

Considerazioni sul libro ‘Religione per atei’

Ho letto il libro Religione per atei di Alain De Botton. L’argomento mi interessa vivamente e sinceramente (forse in quanto neofita della laicità cerco menti illuminate e slanci che però in questo libro decisamente non ho trovato).
Sinceramente la mia impressione, a parte qualche spunto interessante*, non è stata positiva. Innanzitutto manca un chiarimento su cosa l’autore intenda con il termine laicità. Si direbbe piuttosto che confonda questo concetto con quello di secolarizzazione, consumismo e capitalismo che sono categorie diverse che possono convivere tanto con la laicità che con la religiostà.

L’abitudine, inculcata all’autore fin da piccolo dai suoi genitori, di denigrare i credenti e ritenerli gente stupida e priva del diritto di ricevere stima e credito, forse lo ha largamente condizionato anche nella pretesa di scrivere una guida alla religione per atei. Continua a leggere

Il corpo delle donne

Oggi alla Sala S. Anna di Perugia sono stati invitati alunni di scuole medie e superiori a vedere il documentario “Il corpo delle donne”. Da quattrocento ore di TV italiana, visionata e analizzata dagli autori, è stato ricavato un montaggio di venti minuti (corre su Internet da due anni e lo portano in proiezione in giro per sensibilizzazione, appunto, anche nelle scuole). Scopo del lavoro è far riflettere sull’uso dell’immagine del corpo femminile in TV, nonché sulle differenze che di questo uso fanno le TV di altri Paesi europei e del Mondo. Lorella Zanardo, autrice anche dell’omonimo libro edito da Feltrinelli, (edizione economica) conduce il dibattito e la discussione con alunni e professori.
Colpisce il fatto che all’estero una Tv così non c’è, non è permessa, pubblicità che offendono l’immagine della donna sono vietate o prontamente ritirate (pratica che scopriamo possibile anche in Italia, mandando reclami, ma a valanghe, allo IAP). Continua a leggere

Totalitarismo e realtà a tendenza totalitaria: L’approccio estensivo di Delestre e Lévy.

Recensione al saggio sociologico di
A. Delestre, C. Levy, Penser les totalitarismes, éditions de l’Aube 2010

Che cosa hanno in comune la mafia e lo stalinismo, L’Opus Dei e il nazismo?
Secondo Antoine Delestre e Clara Levy si tratta di tutti fenomeni totalitari, se si applica la categoria del totalitarismo nel suo dominio estensivo, benché il termine sia già di per sé ambiguo e abusato. I due studiosi, seguono Annah Arendt che già agli inizi degli anni Cinquanta indica analogie nei meccaismi di affermazione e mantenimento del potere tra i grandi regimi di destra e di sinistra.

I due studiosi non si fermano qui. Si spingono oltre fino a tracciare una linea immaginaria come un filo conduttore, su cui è possibile iscrivere, in crescendo, fatti diversi tutti riconducibili alla matrice comune totalitaria seppure differenziati in ordine di gravità, intensità, scala sociale di coinvolgimento. Si riconosce che differenze (qualitative e quantitative essenziali) separano il totalitarismo nazista o staliniano e quello di un gruppuscolo terrorista politico o religioso di oggi . Si suppone però si tratti di variazioni su uno stesso registro. Il libro esamina i processi affettivi, organizzativi, contestuali, sociologici, certi parametri (che non necessariamente sono mobilitati tutti allo stesso tempo) che intervenendo nell ‘ elaborazione del fatto totalitario, appaiono, malgrado varianti importanti, identici o molto prossimi (p. 35 traduzione dr). Troviamo così messe in relazione tra loro realtà che sembrano ancora lontane dal limite estremo dello stato totalitario e dai campi di concentramento, ma che condividono analoghi meccanismi di funzionamento sociale affidati a violenza, disprezzo dei diritti umani e della libertà di coscienza.

Lungo un simile continuum , troviamo così le bande criminali, la mafia, la famiglia autoritaria, i gruppi pseudo o parareligiosi come Scientology, o per l’area cristiana, l’Opus Dei, alcune comunità incentrate sui propri pastori e i Legionari di Cristo.

Quali sono dunque, anche se non sempre tutti presenti i marcatori dei fatti totalitari, sia che si tratti di organizzazioni private che di regimi ? Continua a leggere