Avrei potuto nel frattempo scrivere qualche parola riguardo alla kabbalah ma era troppo tardi, sentivo che Walter era più importante anche di questo e capivo quanto ero piccola dinanzi alla grandezza di tanta personalità, sentivo che forse io non avrei potuto parlare quasi di nulla con lui se mai mi fosse stato concesso di incontrarlo. Poi ci ripensai e mi feci coraggio e cercai motivi per avere stima di me stessa. Non ne ebbi bisogno. Il libro di Platone sulle Leggi che avevo letto oggi pomeriggio, mi ricordava che qualcosa di cui parlare l’avremmo, invece, trovato sicuramente. E forse mi avrebbe anche sorriso: “Il suo riso era incantevole; quando rideva , era come se si schiudesse tutto un mondo”1. Intanto in televisione stava scorrendo un film sulla Bibbia, un film vecchio di qualche anno ma a me piacevano le cose antiche. Abramo si stava separando da Lot, il suo cammino era un altro. Nella Bibbia ed in questo episodio, nel contesto che stiamo affrontando in questo scritto, non è però, tanto importante Lot quanto sua moglie. Il personaggio biblico Lot era nipote del Patriarca Abramo, figlio di suo fratello Aram. Egli aveva seguito suo zio nella sua partenza da Carran verso la terra promessa (Gen 11, 27-31); poi Lot si era separato da Abramo e aveva scelto per insediarsi, invitato dallo stesso Abramo, nei i territori fertili del Giordano e nella valle del Mar Morto dove sorgevano anche le città di Sodoma e Gomorra. Un giorno Abramo ebbe la visita di tre uomini misteriosi nell’ora più calda del giorno. Questi tre personaggi di difficile identificazione divengono comunque manifestazione della presenza di Dio tanto che ad essi Abramo si rivolge usando il singolare del verbo. Mentre tanto Ospite si intratteneva , dunque, in modo amabile con Abramo sotto le tende, rese nota ad Abramo la sua intenzione di distruggere Sodoma e Gomorra perché troppo grande era ivi la corruzione. Ma anche Lot abitava Sodoma e Gomorra ed i tre personaggi divini andarono a risiedere da lui. Ora durante la notte, gli abitanti chiesero a Lot di consegnare i suoi ospiti perché essi potessero sessualmente abusarne. Fu così che la Bibbia narrava della distruzione delle città non solo per il tipo di abuso omosessuale ma soprattutto per aver violato l’ospitalità, la filoxenia o accoglienza dello straniero, da cui il nome delle celebre icona della trinità di Rublev, la filoxenia di Abramo ove tre personaggi di aspetto identico ma con gli abiti di colore diverso, sono disposti attorno ad un tavolo e sembrano prendere il pasto piacevolmente. Dopo la distruzione delle città perpetrata da Dio, Lot e sua moglie con le figlie si allontanarono di lì salendo sul monte e dì lì la moglie di Lot compì quel sacrilegio per cui fu fatta statua di sale. Si volge a guardare le rovine della sua storia bruciate da una colonna del fumo bitume e zolfo di quella notte, colonna di morte, come ‘morto’ il mare che da essa prende nome, a memoria per noi.
Leggere il proprio presente invece che proiettato al futuro, con gli occhi volti alle rovine del passato, comporta un blocco completo del cammino. Non è possibile non andare avanti, impossibile il non pro-cedere in senso latino. Non era forse lo stesso concetto cui sempre attendeva Benjamin con la sua ossessiva attenzione al quadro di Klimt? Ma rileggevo le parole di Benjamin: poche volte a me, storica avvezza a tutto, era capitata una visione tanto limpida e nitida del senso della storia: Benjamin era davvero geniale. Io avevo deciso di amarlo e quanto avrei potuto fare per lui lo avrei fatto per sempre. Anche io farò come lui nella mia storia, che resta, nel tragitto che rimane: porterò sempre con me il quadro di Klimt come simbolo e documento del metodo da tenere nel cammino, metodo in senso greco sì, ma invertito: met-odos dal prefisso metà-dopo, e odos via: l’andare dietro alla ricerca, direzione che però costringe a progredire, ad andare avanti perché il tempo ci proietta, anche nostro malgrado, nel futuro. Si potrebbe come Angelus novus cercare di raccattare i frammenti distrutti del nostro passato ma il turbine che si scatena costringe ad avanzare: beato chi sa salire a cavallo delle nuvole e durante la tempesta può solo ed inevitabilmente proseguire.
La Televisione onorava così, o presumeva di farlo, la festa di Pasqua che si era celebrata proprio oggi. Pasqua, passaggio. La mente tramite i sensi correva da ogni parte, raccoglieva mille stimoli, mi metteva a mio agio in quest’ora quando la sera, dopo una giornata a volte troppo stancante, abbandonavo tutto per il mio viaggio con Jacob Taubes e la nostra strana comitiva.
Eravamo a pagina 31, i fogli profumavano di nuovo, l’odore si spandeva in tutta la piccola area intorno a me. Si parlava ancora della folie a deux del profeta e del suo messia o viceversa; Arriva poi la catastrofe. Nei giorni a cavallo della Pasqua 2011, quelli dell’Ottava di Pasqua, io e Jacob portammo con noi anche Walter Benjamin, fatto oramai inevitabile. Avevo un suo libro datomi dalla biblioteca, lo tenevo come un cimelio. Sarà anche utile la tecnologia con le sue nuove frontiere ma un libro vero è un ‘ altra storia. Sfogliando quelle pagine ero colmata della consapevolezza del valore di un libro, di quel libro in particolare: Walter mi irretiva con i suoi pensieri sulla storia: ero confusa e Jacob se ne accorgeva. <>. Mi aveva turbato quanto letto, proprio in questi giorni in cui ero stata portata a pensare da qualche sollecitazione delle miriadi che subivo, a pensare che il mio dare troppo tempo alla Storia era stato foriero di poco o di nulla. Pensare che la Storia aveva un diritto su di me, mi consolava. Non mi sentivo in colpa, io coi miei studi vecchi e decrepitissimi da cui non avevo mai guadagnato nulla. Eppure. Walter mi sorrideva sotto i baffi da una delle sue splendide foto bianco e nero. Perché i cinefili non hanno fatto un film sulla sua vita? Questo sì che è un uomo su cui realizzare un film che sarebbe un capolavoro.
Rimanemmo a pagina 31 quel pomeriggio del mercoledì dell’ottava di Pasqua. Pensai che la misericordia di Dio abbracciava tutto l’universo. W. Benjamin aveva ancora una volta vinto. Continua a leggere→