Informazioni su Mariangela Menghini

Insegnante di lettere alla scuola media, guida turistica. Interessi molteplici, esperienze varie (sia professionali che amatoriali): arte, letteratura, cinema, insegnamento lingua italiana e italiano per stranieri, chitarra, viaggi, ospitalità couchsurfing, sociologia delle religioni e partecipazione e fuoriuscitismo da movimenti e comunità cattoliche. Altro... con tendenza a fare più cose alla volta... e a non portarle a termine tutte.

Il Capoclasse e l’anitipolitica

Massimo Fini, nel Fatto Quotidiano del 3 novembre, analizza l’astensionismo siciliano come un dato di delegittimazione della politica tradizionale e scrive “un italiano su due non crede più alla democrazia rappresentativa”.
Si parla diffusamente in giro, e non solo in questo articolo, di Grillo come di colui che potrebbe portare la nuova politica dall’era rappresentativa a quella della partecipazione. Prospettiva alquanto pericolosa dal punto di vista, oserei dire, della filosofia politica. Provo a spiegare perché raccontando un episodio di vita scolastica. Continua a leggere

Il cielo vuoto: scene di perdita della fede dalla letteratura

Per combinazione mi trovo a leggere in parallelo due libri in cui emerge la cultua ebraica. Uno è un romanzo magico surreale di Alejandro Jodorowsky, “Quando Teresa si arrabbiò con Dio”.L’altro è ” Il sistema periodico” di Primo Levi, un lungo racconto autobiografico incentrato sulle e degli elementi della materia  e sull’esperienza dello scrittore chimico, che  traccia la propria storia negli anni delle leggi razziali e della guerra.

In comune i due libri hanno la ricerca delle radici di famiglia e del popolo ebraico e il tema che qui mi interessa della perdita della fede. Sarebbe interessante rintracciare questo tema anche in altre opere letterarie o nel cinema, fare uno studio sulla mitografia di questa frattura della coscienza devota, sorella minore e trascurata della conversione, la conversione al contrario, la perdita della fede. Continua a leggere

Arrugas, film animazione 2d

scena dal film animazione, Emilio e Miguel alla finestraSi deve dire a un malato la verità sulla sua sorte? C’è ancora dignità nella vita di Emilio, ex direttore di banca che finisce all’ospizio perché la famiglia non ce la fa a occuparsi dei suoi decadimenti fisici e mentali? Per Miguel il problema è diverso. Per il più lucido della compagnia, che accoglie il nuovo compagno di camera con il soprannome di Rockfeller e che mette in atto piccoli furti e piccole finzioni pietose verso i suoi congiunti acquisiti, la domanda è invece se convenga rinunciare a tutti gli affetti o si possa ancora trovare un precario equilibrio di convivenza affettiva con chi tra breve non distinguerà più la destra dalla sinistra o si dovrà veder sparire da accanto a sé. I tic e i circoli viziosi della demenza senile, le gag della sordità e della defezione dei rilessi, i tentativi di eleudere le diagnosi e rimandare il tracollo. Dramma e comicità nel lungometraggio 2d Arrugas di Paco Roca, premio spagnolo di film animazione internazionale nel 2008, proiettato poche volte in Itali e ieri sera ai Giardini del Frontone a Perugia nell’ambito del Rabbit Festival. Un bellissimo film, un tema difficile trattato in modo delicato, reso più sopportabile dalla leggerezza del disegno 2d in cui drammatico e comico si fondono senza mai cadere nella caricatura. Un occhio discreto osserva la compagnia di anziani che popolanpo la casa di cura vivendo la fase finale della vita in bilico tra il piano dell’ospitalità conviviale e quello della degenza assistita che precede la morte, sospwai tra dignità e smarrimento.
Da youtube la scena della lezione di ginnastica.

Da non perdere.

Quel che resta dei cattolici

Recensione autobiografica al libro di Marco Marzano

Il libro del sociologo ateo Marco Marzano mi interessa in prima persona. Quel che resta dei cattolici mi interroga e mi chiama a un dibattito su quel che resta di me come persona di fede. Vengo da una lunga appartenenza al movimento carismatico e da un altrettanto lungo periodo di decompressione e abbandono, tanto del movimento quanto della chiesa e di tutte le pratiche tradizionali. Ho infine solo di recente, ammesso a me stessa, ma con consistente ritardo sull’evidenza dei miei fatti personali, di aver abbandonato anche la fede. Non ho ancora valutato l’ipotesi per me di passare a un vero e proprio sbattezzo, ma, a questo punto della mia riflessione, non escludo di poterlo un giorno prendere in considerazione. Nella mia fase di decompressione ha inciso, tra l’altro, la lettura del precedente libro di Marzano sui Carismatici (2009) e ne fa parte come ricerca ancora in corso anche questo ultimo. Continua a leggere

Nel bosco la libertà

Cari Pezzi da Otto, le vacanze ci portano tempo di lettura e riflessione.
Riprendiamo a scrivere nel nostro blog di gruppo? Mi manca persino il pungiglione di Lucignolo.

Cosa raccontereste della vostra vita se vi fosse chiesto in un piccolo gruppo di fare un esempio di libertà? Continua a leggere

Considerazioni sul libro ‘Religione per atei’

Ho letto il libro Religione per atei di Alain De Botton. L’argomento mi interessa vivamente e sinceramente (forse in quanto neofita della laicità cerco menti illuminate e slanci che però in questo libro decisamente non ho trovato).
Sinceramente la mia impressione, a parte qualche spunto interessante*, non è stata positiva. Innanzitutto manca un chiarimento su cosa l’autore intenda con il termine laicità. Si direbbe piuttosto che confonda questo concetto con quello di secolarizzazione, consumismo e capitalismo che sono categorie diverse che possono convivere tanto con la laicità che con la religiostà.

L’abitudine, inculcata all’autore fin da piccolo dai suoi genitori, di denigrare i credenti e ritenerli gente stupida e priva del diritto di ricevere stima e credito, forse lo ha largamente condizionato anche nella pretesa di scrivere una guida alla religione per atei. Continua a leggere

Sante e streghe, ancora da Umbrialibri

Tre studiosi di spicco alla tavola rotonda su “La donna tra tensione mistica e tentazione diabolica” nel pomeriggio conclusivo di Umbrialibri, 13 novembre 2011.

Enrico Menestò (letteratura latina medievale), Tullio Gregory (filosofia), Franco Cardini (storia medievale) parlano della figura femminile della santa e della strega nel Trecento. Continua a leggere

Il corpo delle donne

Oggi alla Sala S. Anna di Perugia sono stati invitati alunni di scuole medie e superiori a vedere il documentario “Il corpo delle donne”. Da quattrocento ore di TV italiana, visionata e analizzata dagli autori, è stato ricavato un montaggio di venti minuti (corre su Internet da due anni e lo portano in proiezione in giro per sensibilizzazione, appunto, anche nelle scuole). Scopo del lavoro è far riflettere sull’uso dell’immagine del corpo femminile in TV, nonché sulle differenze che di questo uso fanno le TV di altri Paesi europei e del Mondo. Lorella Zanardo, autrice anche dell’omonimo libro edito da Feltrinelli, (edizione economica) conduce il dibattito e la discussione con alunni e professori.
Colpisce il fatto che all’estero una Tv così non c’è, non è permessa, pubblicità che offendono l’immagine della donna sono vietate o prontamente ritirate (pratica che scopriamo possibile anche in Italia, mandando reclami, ma a valanghe, allo IAP). Continua a leggere

Basta che sia bella

“Mi hanno detto di andare via e che tenevo i pantaloni e scarpe agli anni 60”. Così dice un ragazzo che, per aver detto stop moda, viene deriso dall’intero edificio (scolastico, ndr).” E le ragazze? Loro sognano il principe azzurro non con la spada ma con scarpe alte e costose dell’Adidas, con le felpe eccetera… (cita altre marche in voga al momento) ” Deve essere sportivo, forte, alto, muscoloso “. Questo è quello che dicono una moltitudine di ragazze dai 13 ai 18 anni. Non è più come un tempo che bastava una chitarra e cantare per farsi una ragazza che ti amasse. Oggi invece non funzionano più neanche le poesie. E i ragazzi? “Non ci facciamo tanti scrupoli, Basta che sia bella”.

Da un tema di terza media.

La consegna era scrivere un articolo di cronaca sui litigi tra amici o compagni di classe. L’interessante tesi del ragazzo, con parole sue, è che i ragazzi si scelgono per l’apparenza e poi litigano su cose futili senza instaurare vere relazioni, ma rapporti solo molto superficiali. Come prof posso dire: Resisti caro studente e cresci restando così se puoi.

 

Qualcuno dei nostri lettori mi ha detto che siamo un po’ seriosi e volevo inserire una nota che fa sorridere, anche se si tratta un po’ dell’umorismo pirandelliano: un primo istintivo sorriso seguito da un retrogusto di amarezza.

San Francesco ai tempi del fascismo

In coincidenza con le festività francescane sono a divulgare per il nostro piccolo gruppo qualche nota e citazione da un testo che ho comprato in un mercatino antiquario: L’Italia Francescana. Nel settimo centenario della morte di S. Francesco, Tipografia Porziuncola, Santa Maria Degli Angeli 1927. Ho letto con grande interesse questo libro e mi riservavo di studiare più approfonditamente la lettura di Francesco fatta dalla retorica fascista. Prima o poi spero che lo farò.

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